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Il caso Frabo

Il Caso FRABO è la storia dell'azione di una PMI, sostenuta per non far eliminare dal mercato il prodotto che, in quel momento, garantisce il futuro dell'azienda.

Dall'altra parte è la storia di un gruppo di concorrenti che scelgono di utilizzare la regolamentazione tecnica per eliminare dal mercato il nuovo tipo di prodotto lanciato da FRABO, piuttosto che competere con un medesimo prodotto.

Lo scenario della vicenda è Bruxelles, la Germania e l'Europa. Coinvolta anche la stampa, italiana e di Bruxelles.

Un vero e proprio test per l'applicazione delle norme del mercato unico e della libera concorrenza, richiesta da una PMI, sola contro i suoi concorrenti, più grandi e strutturati, tedeschi ed europei.

Manuela Bonetti FRABO

La storia in breve

FRABO ottiene nel 1999 una guarnizione per i suoi raccordi a pressare che passa i test europei per tubature acqua e gas, il "FRABOPRESS". Non esiste nulla di simile sul mercato, ma i concorrenti hanno tutte le possibilità di utilizzare una simile guarnizione, che non è brevettata, e concorrere con FRABO. La guarnizione è marcata CE per impianti che veicolano acqua e anche per impianti che veicolano gas.

Dopo aver ricevuto i certificati dell'ente tedesco DVGW, necessari sul mercato tedesco, nel 2005 viene ritirato il certificato DVGW per impianti ad acqua, dopo una verifica durata tre anni invece che tre mesi, richiesta dai concorrenti tedeschi. Il certificato del DVGW è ritirato in ragione di un nuovo test, aggiuntivo a quelli europei, inserito durante la verifica, che, tecnicamente, il tipo di mescola necessario per passare i test acqua e gas, non può sostenere.

Nel 2006 e poi nel 2008 la Commissione UE apre due procedure di infrazione contro la Germania per violazione delle norme comunitarie, sulla base di reclami di FRABO. Le procedure di infrazione riguardano: il test aggiuntivo, il ruolo del DVGW e le relative barriere alla libera circolazione delle merci.

Tra gli altri, come conseguenze dell'azione iniziale di FRABO: la Germania ha modificato due decreti che prevedono il requisito del marchio DVGW; il DVGW si è diviso in due entità distinte, ha modificato più volte le proprie regole di procedura, ma non ha mai eliminato il test oggetto della controversia.

Nel febbraio 2012 il caso FRABO è presentato a Copenhagen in occasione delle celebrazioni per il 20° anniversario del mercato interno, davanti alle istituzioni europee, quale esempio di ostacoli all'innovazione delle PMI.

Nel luglio 2012 la Corte di Giustizia dell'Unione Europea dà ragione a FRABO in merito al fatto che a questo ente "teoricamente privato", il DVGW, si applichi il diritto comunitario e la libera circolazione delle merci.

Nel febbraio 2013 la Commissione UE ha richiesto alla Germania applicazione della decisione della Corte di Giustizia del luglio 2012; questo impone al DVGW di cambiare il suo ruolo nel mercato e, di fatto, una radicale revisione della regolamentazione di questo settore dei prodotti per l'energia in Germania.

Nel 2015 DVGW e FRA.BO pongono fine al continuo contrasto legale durato più di dieci anni. DVGW e FRABO decidono di risolvere per via extragiudiziale la controversia legale  all'esame del Bundesgerichtshof (Corte Federale di Giustizia) relativa a FRABOPRESS.

Raccordo a pressare Securfrabo

IL FRABOPRESS

Il raccordo a pressare è un tipo di giunzione per tubature che è stato realizzato per la prima volta negli anni '90. Il raccordo viene posizionato tra i due tubi che deve unire, e poi viene "pressato" una sola volta con una pressa, che potrebbe ricordare una grossa pinza.

In questo modo il metallo si deforma ed aderisce al tubo. Il raccordo in ogni estremità ha una guarnizione in gomma al suo interno, che garantisce la tenuta tra il raccordo e il tubo.

Il vantaggio enorme del raccordo a pressare sta nel tempo che viene fatto guadagnare all'idraulico durante l'istallazione, poiché la pressata dura un istante esattamente come la pinzatura di due fogli di carta. Dunque una linea di tubatura anche di diversi metri, una volta posizionati i raccordi, viene realizzata con rapide pressate sui vari raccordi in pochi minuti. Il FRABOPRESS è il raccordo a pressare di FRABO che è all'origine del Caso FRABO. Il FRABOPRESS grazie ad una particolare guarnizione è idoneo sia ad essere installato in tubature per acqua, potabile e non, che in tubature che veicolano gas. Il notevole vantaggio in questo caso è il risparmio per l'idraulico negli acquisti di materiale. Risparmio che è stato identificato, indicativamente nel 15%.

Le date chiave del Caso FRABO

1999: FRABO ottiene del suo produttore di elastomeri la mescola HN 707 che passa i test europei per guarnizioni sia in uso acqua (standard europeo armonizzato EN 681-1) e in uso gas (standard europeo armonizzato EN 549);

1999: l'HN 707 ottiene la marcatura CE per uso acqua e gas. FRABO inizia la produzione e vendita del FRABOPRESS, il primo raccordo a pressare idoneo sia per uso acqua che gas.

1999: il FRABOPRESS ottiene il certificato DVGW per uso gas;

2000: il FRABOPRESS ottiene il certificato DVGW per uso acqua;

2002: FRABO chiede al DVGW di riunificare i due certificati per avere un unico certificato del raccordo gas-acqua;

2002: il DVGW, che inizialmente aveva risposto positivamente, rifiuta di riunire i certificati per ragioni amministrative;

2002: due concorrenti tedeschi di FRABO reclamano presso il DVGW contestando che FRABO non abbia una guarnizione conforme agli standard per gas e acqua; vengono sospesi i due certificati del FRABOPRESS; inizia una verifica - con sospensione dei certificati - che durerà tre anni anziché i tre mesi previsti dalle regole di procedura del DVGW;

2002: iniziano i lavori presso il DVGW per modificare i requisiti per il certificato per uso acqua; il gruppo di lavoro è formato da esperti provenienti dalle aziende tedesche concorrenti di FRABO; incluse le due aziende che hanno chiesto la verifica del certificato di FRABO;

dvgw2004: continua la verifica con test presso diversi laboratori DVGW;

2004: viene pubblicata la bozza del "foglio di lavoro" contenente i requisiti (test) per i raccordi utilizzati in impianti di acqua: è stato inserito dagli esperti delle aziende tedesche concorrenti di FRABO, un nuovo test che gli esperti della gomma definiscono come un test "killer" per la guarnizione utilizzata da FRABO; la guarnizione HN 707 non può passare il test; il test è in aggiunta a quanto previsto dallo standard europeo EN 681-1 ed elimina dal mercato tedesco una guarnizione che ha la marcatura CE;

2005, gennaio: la verifica è conclusa e la relazione finale, positiva per FRABO, conferma come FRABO utilizzasse una guarnizione sola per acqua e gas; il report è sul tavolo della direzione del DVGW; FRABO non vedrà mai il report;

2005, gennaio: la direzione del DVGW decide di non comunicare il risultato della verifica, nel frattempo sta scadendo il tempo per sostenere il nuovo test al fine di mantenere il certificato sospeso; FRABO dovrebbe passare il nuovo test aggiuntivo entro giugno 2005;

2005, giugno: nella stessa lettera con cui il DVGW comunica che la verifica è stata passata positivamente, comunica anche il ritiro del certificato acqua; l'attesa nella comunicazione del risultato della verifica ha evitato che, anche per tre mesi, ci fosse sul mercato tedesco un raccordo "unico" acqua e gas; il raccordo "unico" è eliminato dal mercato (per ora);

2005, fine giugno: inizia l'azione di FRABO: è contestato presso l'ente di accreditamento del DVGW, l'articolo 11 delle regole di procedura del DVGW che disciplina i reclami, il DVGW è obbligato a cambiare l'articolo 11 ma non gli verrà ritirato il certificato di accreditamento;

2005, settembre: FRABO passa il test dell'ozono presso un laboratorio italiano, questo nonostante i laboratori tedeschi non avessero fatto passare il test;

2005, novembre: FRABO effettua reclamo presso l'ente di accreditamento del DVGW con riferimento al ritiro del certificato ed alla verifica; l'ente di accreditamento riscontra una serie di "non conformità" ma non ritira il certificato del DVGW e non restituisce il certificato a FRABO;

2006, febbraio: FRABO contesta la carenza di indipendenza del DVGW presso l'ente di accreditamento; in seguito il DVGW si divide in DVGW associazione (che farà solo standard) e DVGW Cert (che farà solo certificazione);

2006, luglio: su istanza di FRABO viene aperta una procedura di infrazione contro la Germania da parte della Commissione Europea (è il caso 2006/4610); questa riguarda il test aggiuntivo che prevede requisiti nazionali ulteriori rispetto a quelli europei e costituisce una barriera alla libera circolazione delle merci;

2006, 12 ottobre: la Commissione Europea decide di non inviare alcuna lettera alla Germania nonostante questa fosse già stata predisposta dai servizi legali; la procedura di infrazione rimarrà di fatto inattiva per diversi mesi senza alcuna attività della Commissione UE;

2007, luglio: il Mediatore Europeo (ente di controllo preso il parlamento europeo) accoglie il reclamo di FRABO contro la Commissione Europea per la gestione del caso 2006/4610 rimasto inattivo;

Commissione Europea foto di Xavier Häpe2007, settembre: la Commissione UE convoca FRABO e viene nominato un nuovo capo unità presso i servizi competenti e rimosso il capo unità tedesco;

2007, dicembre: la Commissione UE deposita una relazione di 300 pagine sulla gestione del Caso 2006/4610 e il Mediatore Europeo accoglie le risposte della Commissione UE;

2008, gennaio: FRABO contesta presso la Commissione UE anche il fatto che vi sia una legge tedesca che prevede il marchio DVGW e che non è stata notificata secondo quanto previsto dalla direttiva CE 98/34; inoltre tale legge non contiene una adeguata indicazione delle norme tecniche europee applicabili, secondo quanto previsto dal diritto europeo;

2008, 25 luglio: la Commissione UE scrive alla Germania una lettera con le contestazioni delle violazioni del diritto comunitario di cui al caso 2006/4610 e in merito al test aggiuntivo non consentito;

2008, novembre: la Germania modifica il decreto AVBWasser che conteneva le clausole contestate da FRABO e viene inserita una clausola che prevede il riconoscimento delle norme tecniche di un altro paese membro;

2008, dicembre: FRABO contesta anche la mancata notifica del decreto tedesco che prevede il marchio DVGW per i prodotti in campo gas;

2009, gennaio: la Commissione UE apre una nuova procedura di infrazione contro la Germania, il caso 2008/4063, che riguarda la mancata notifica da parte della Germania del decreto che prevede il marchio DVGW per prodotti utilizzati in impianti a gas;

2009: la Germania modifica e notifica secondo la direttiva CE 98/34 anche il decreto che prevede il marchio DVGW per i prodotti in campo gas;

2010: FRABO fa appello in Germania alla sentenza di primo grado nella causa contro il DVGW per la restituzione del certificato ritirato nel giugno 2005; l'appello si basa principalmente sull'applicazione del diritto comunitario e la richiesta di adire la Corte di Giustizia dell'Unione Europea;

2011, marzo: il giudice tedesco dell'appello accoglie le richieste di FRABO e rinvia alla Corte di Giustizia;

2012, 12 luglio: la Corte di Giustizia dell'Unione Europea accoglie la tesi di FRABO e stabilisce l'applicazione del diritto comunitario al DVGW; questo in contrasto con quanto sempre affermato dal DVGW; è il caso C 171/11;

2012, settembre: la Commissione Europea richiede alla Germania informazioni in merito alle azioni che verranno intraprese per applicare la decisione della Corte di Giustizia;

2013, febbraio: la Commissione UE apre una procedura, definita "EU PIlot", che indica una serie di punti alla Germania da seguire nella ristrutturazione della regolamentazione del settore per applicare la decisione della Corte di Giustizia;

2013, febbraio: viene sospesa al CEN, ente europeo di standardizzazione, la pubblicazione di uno standard per raccordi in acciaio che conteneva il test aggiuntivo;

2013, 17 aprile: il giudice tedesco dell'appello rinvia al 15 maggio 2013 la decisione nella causa civile che era stata fissata per il 17 aprile 2013;

2013, 15 maggio: il giudice tedesco dell'appello rinvia la decisione e comunica la decisione di voler riaprire il dibattimento che era stato chiuso il 19 dicembre e fissa udienza al 19 giugno 2013;

2013, 17 giugno:il giudice tedesco dell'appello rinvia l'udienza al 7 luglio 2013;

2013, 7 luglio: all'udienza il giudice dell'appello fissa la decisione finale per il 7 agosto 2013;

2013, 7 agosto: il giudice dell'appello rinvia al 14 agosto per la decisione finale;

2013, 14 agosto: il giudice dell'appello ha dichiarato illegittima la decisione del 2005 del DVGW di ritirare il certificato al Frabopress; ha condannato il DVGW all'emissione del certificato acqua e del certificato acqua e gas per il prodotto Frabopress; ha ritenuto legittima la richiesta di danni da parte di Frabo nei confronti del DVGW, danni che saranno determinati in un'altra causa civile.
Leggi la sentenza in tedesco      -      Leggi la traduzione della sentenza in Italiano

2013, 5 novembre: il DVGW restituisce a Frabo i certificati illegittimamente ritirati nel 2005.

2015, 22 maggio: DVGW e FRA.BO pongono fine al continuo contrasto legale durato più di dieci anni. DVGW e FRABO decidono di risolvere per via extragiudiziale la controversia legale  all'esame del Bundesgerichtshof (Corte Federale di Giustizia) relativa a FRABOPRESS - il sistema di raccordi a pressare in rame e bronzo per installazioni termo idrauliche utilizzabile indifferentemente per applicazioni acqua e gas. Il raggiungimento di questo accordo avvalora l'importante percorso di crescita e di internazionalizzazione intrapreso di FRABO. "L'accordo si inserisce in una controversia decennale che ha visto FRABO difendere  strenuamente il diritto alla libera circolazione delle merci - non solo a nome dell'azienda stessa, ma a nome di tutte le piccole medie imprese italiane - con l'obiettivo di vedere riconosciuta la legittimità dei propri prodotti e la possibilità di esportare in tutti i mercati. La nostra perseveranza ci ha consentito di vedere accolte le tesi di FRABO dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Frabo ha garantito a tutto il settore dell'industria più certezza giuridica. Sono davvero soddisfatta del fatto che sia stato confermato che il rispetto della libertà di circolazione delle merci da un lato e la qualità dei prodotti dall'altro non devono essere in contrapposizione"  - ha dichiarato Manuela Bonetti, Amministratore Delegato FRABO.

Frabopress Europa

IL MERCATO UNICO UE E LE NORME CONTESTATE DA FRABO

Il mercato unico delle merci rappresenta una delle maggiori e costanti priorità dell'Unione europea ed ha lo scopo di creare un ambiente favorevole alle imprese e ai consumatori. L'obiettivo principale della Commissione Europea è contribuire all'elaborazione, all'attuazione ed al perfezionamento della politica regolamentare, per migliorare il funzionamento del mercato unico eliminando gli ostacoli al commercio esistenti ed evitando l'insorgere di nuovi. Vedi http://ec.europa.eu/growth/single-market/goods/​

Le norme appartenenti alla regolamentazione del Mercato Unico UE, la cui applicazione è stata richiesta da FRABO, e contestata la disapplicazione sono:

l'art. 34 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFEU) e il relativo divieto per i Paesi Membri di introdurre ostacoli anche tecnici alla libera circolazione delle merci (questo in merito alla previsione ed al requisito del marchio nazionale DVGW in decreti tedeschi, quale barriera alla libera circolazione; e all'applicazione diretta della norma del Trattato all'ente in questione, vedi decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea C 171/11 che accoglie la richiesta di FRABO);

la prevenzione alla barriere tecniche e la previsione dell'obbligo di notifica delle norme tecniche (standard) e delle regole tecniche (leggi nazionali, decreti, circolari ministeriali e altri strumenti normativi nazionali) per paesi Membri (questo in merito alla mancata notifica dei Decreti tedeschi che prevedono il requisito del marchio DVGW, poi effettuata dalla Germania sulla base dei reclami di FRABO e delle relative procedure di infrazione attivate dalla Commissione UE; questione oggetto del Caso 2008/4063; ed in merito anche alla tutt'ora mancante notifica da parte della Germania di tutti gli standard che il DVGW produce e pubblica)
http://ec.europa.eu/growth/growth/single-market/barriers-to-trade_en

la direttiva (oggi regolamento) per i prodotti da costruzione e lo specifico divieto per i Paesi membri di inserire ulteriori requisiti rispetto a quelli previsti dagli standard europei armonizzati (questo in merito al test aggiuntivo tedesco che si aggiunge a quanto disposto dallo standard europeo armonizzato applicabile: la EN 681.1; ; questione oggetto della procedura di infrazione 2006/4610 attivata dalla Commissione UE contro la Germania)
http://ec.europa.eu/growth/single-market/european-standards/harmonised-standards/construction-products/index_en.htm

le disposizioni in merito alla marcatura CE e alla sua efficacia (questo in merito al fatto che la guarnizione di FRABO, che non è ammessa in Germania per uno degli usi previsti dallo standard applicabile, ha la marcatura CE)
http://ec.europa.eu/growth/single-market/ce-marking/

le norme ed il regolamento in tema di mutuo riconoscimento, che prevedono l'obbligo per un Paese membro di riconoscere la validità delle norme tecniche di un altro paese membro, salvo provare che vi siano ragioni di salute pubblica a richiedere ulteriori requisiti (questo in merito al fatto che il FRABOPRESS è prodotto in conformità ad uno standard nazionale, la UNI 11065, regolarmente notificata secondo la direttiva CE 98/34 di cui sopra e la Germania dovrebbe riconoscere la validità di questo standard; inoltre FRABO ha ottenuto dalla Germania che venisse inserita nel nuovo decreto tedesco che prevede il marchio DVGW per i prodotti utilizzati nella fornitura di acqua, un'adeguata clausola che prevede il mutuo riconoscimento)

i principi della standardizzazione, il divieto di escludere prodotti regolarmente sul mercato, il divieto di creare "cartelli normativi" che si basino su accordi tra aziende aventi come obiettivo la limitazione o l'esclusione della libera concorrenza (questo in merito ai tentativi ancora in corso e che durano da più di 7 anni da parte dei concorrenti di FRABO di inserire il test aggiuntivo nelle norme europee nel contesto dei lavori al CEN- Ente europeo di standardizzazione)
http://ec.europa.eu/growth/single-market/european-standards/

l'attività di accreditamento e il relativo regolamento UE, che prevede il controllo e la disciplina degli enti di certificazione da parte dell'ente unico di accreditamento nazionale (questo in merito alle violazioni contestate da FRABO al DVGW, delle normative applicabili agli enti di certificazione, e oggetto di specifici reclami al Dakks, ente unico tedesco di accreditamento.