a4 angle-left angle-right arrow-right calculator acqua_potabile acqua_sanitaria altre_applicazioni antincendio aria_compressa gas industriale raffreddamento refrigerazione_industriale riscaldamento sanitarie solare cart cert-cn cert-dvgw check checklist close cloud-download dimension downloadgiallogrigionerorossosecurfraboverdeemail facebook facility flickr frabo-marker gas-pn5 gears google-plus h2o ico-facebookico-instagramico-linkedinico-twitterico-youtubeinfo instagram levels linkedin logo-frabo-banner logo-frabo-mainlogo-frabo-main_bkplogo-frabologo-frabo_bkpmarker acciaio_carbonio acciaio_inossidabile bronzo ottone rame tecnopolimero media-play molecule nav oemPDF icon PDF PDF pipe plus question-mark raccordo-black raccordo resize-small scatola sending-envelope share-email share-facebook share-google-plus share-pinterest share-twitter share twitter unico-esclusivo user v window workup-stamp wrench youtube
Legionella

COS'E' LA LEGIONELLA?

Spesso negli impianti per uso sanitario, il ristagno di acqua può favorire la proliferazione del batterio della legionella. La legionella si può riscontrare nelle sorgenti, comprese quelle termali, nei fiumi, laghi, vapori, terreni. Da questi ambienti essa risale a quelli artificiali come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine.

Cos'è la legionella? La legionella è un batterio di cui sono state identificate più di 40 specie. Quella più pericolosa, causa una grave polmonite, a cui sono stati collegati circa il 90% dei casi di legionellosi. Il nome deriva dall’epidemia acuta che nel 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Filadelfia, causando ben 34 morti su 221 contagiati.

Legionella al microscopio

DOVE PROLIFERA?

Le condizioni più favorevoli alla proliferazione sono acque stagnanti con temperature comprese tra i 25 e i 42 °C, ambienti acidi e alcalini e la presenza di incrostazioni e sedimenti.

Le installazioni che producono acqua nebulizzata, come gli impianti di condizionamento, le reti di ricircolo acqua calda negli impianti idrico-sanitari, costituiscono dei siti favorevoli per la diffusione del batterio. Le zone critiche esistono negli impianti idrico-sanitari all’interno delle tubazioni, specialmente se obsolete e con depositi all’interno, o anche tratti chiusi, i serbatoi di accumulo, i bollitori, i soffioni della doccia e i terminali di distribuzione; anche i sistemi idrici di emergenza, come le docce di decontaminazione, le stazioni di lavaggio occhi e i sistemi sprinkler antincendio possono essere luogo di proliferazione. 

La legionella è stata rilevata anche in vasche e piscine per idromassaggio. Gli impianti che spruzzano acqua nebulizzata a gran velocità: i batteri possono essere rilasciati nell’aria dalle bolle che risalgono o tramite un fine aerosol. Alcuni casi di legionellosi sono stati associati alla presenza di fontane decorative in cui acqua viene spruzzata in aria o fatta ricadere su una base. Le fontane che funzionano ad intermittenza presentano un rischio più elevato di contaminazione.  Gli altri impianti dove il rischio legionella è elevato sono le torri di raffreddamento a circuito aperto e a circuito chiuso, laddove nelle vicinanze ci sia la presenza di canalizzazioni di ripresa o aspirazione aria. Da considerare anche gli impianti di condizionamento dell’aria, come gli umidificatori/ raffrescatori a pacco bagnato, i nebulizzatori, i sistemi a spruzzamento.

Tubi di rame

COME COMBATTERLA?

Per combattere la proliferazione della legionella innanzitutto è necessaria una attenzione progettuale e una gestione/manutenzione accurata. Per quanto riguarda gli impianti idrici, si raccomanda di evitare tubazioni con terminali ciechi o senza circolazione, evitare formazione di ristagni, evitare lunghezze eccessive di tubazioni, evitare contatti tra acqua e aria o accumuli in serbatoi non sigillati, prevedere una periodica e facile pulizia.
È stato rilevato che la legionella prolifera con maggiore difficoltà in presenza di tubazioni e raccordi di rame.
Si cerchi sempre di evitare zone di ristagno di acqua agendo sul corretto dimensionamento e sulla circolazione nell’impianto e se possibile prevedere delle stazioni di trattamento come presentato qui sotto.

Quando possibile è consigliabile il trattamento termico, in cui si mantiene l’acqua ad una temperatura superiore ai 60°C, condizione in cui si inattiva la legionella oppure uno shock termico con cui si eleva la temperatura dell’acqua fino a 60-70°C per almeno 30 minuti al giorno per tre giorni, fino ai rubinetti.
L’uso del rame (a differenza dei comuni materiali plastici) consente la massima tranquillità in caso di shock termico da adottarsi per l’intervento di rimozione di legionella all’interno degli impianti.

Altri trattamenti sono la iperclorazione continua : si introduce cloro nell’impianto sotto forma di ipoclorito di calcio o di sodio, fino a che la concentrazione residua del disinfettante sia compresa tra 1 e 3 mg/L oppure con biossido di cloro che consente una disinfezione continua, con valori modesti di cloro residuo, mantenendo la potabilità dell’acqua, rimuove il biofilm (Habitat naturale della legionella), azione molto prolungata sia nel tempo che nella distanza dal punto di iniezione, valori consigliati 0,2-0,4mg/l, non produce sottoprodotti (tipo i THM), viene prodotto in loco con appositi generatori con capacità di produzione adeguate all’impianto da disinfettare e con le concentrazioni sopra dette non produce aggressioni alle tubazioni. Con raggi ultravioletti generati da speciali lampade, si uccidono i batteri, oppure con ionizzazione rameargento, o mediante perossido di idrogeno e argento è possibile ridurre la presenza della legionella.

Infine citiamo l’ozono e i filtri terminali : grazie alle proprietà dell’ozono, tutte le strutture macromolecolari delle cellule (muffe, batteri, lieviti, ecc.) vengono profondamente alterate e inattivate e con l’utilizzo di filtri terminali applicati direttamente al punto di prelievo, si forma una barriera meccanica (0,2 m) al batterio (devono essere sostituiti con una certa periodicità). 

 

Contattaci

al punto A) dell'informativa
Attenzione, è necessario esprimere il consenso per poter proseguire
È necessario effettuare una scelta per proseguire
al punto B) dell'informativa
È necessario effettuare una scelta per proseguire